Per realizzare qualsiasi tipo di illuminazione all’esterno della casa, ad esempio per sistemare delle lampade da giardino, è necessario prevedere alcuni lavori di scavo per interrare le condutture contenenti i cavi della corrente.
È logico che, trattandosi di ambiente esterno, la voce “sicurezza” deve avere una volta di più l’attenzione maggiore; i materiali specifici devono essere del tipo approvato dalle norme vigenti (CEI).
IL MATERIALE NECESSARIO
Per realizzare le canaline sono indicati i tubi da esterno del tipo flessibile (che si adattano alle curve e alle irregolarità del terreno). Sceglieteli con un diametro tale da ospitare comodamente tutti i cavi che intendete stendere nel circuito, sia per comodità di lavoro che per evitare forzature durante le manovre di introduzione che potrebbero provocare danneggiamenti.
Per migliorare ulteriormente il fattore sicurezza, potete inserire questi tubi flessibili all’interno di tubi in plastica rigida.
La cassetta di derivazione deve essere del tipo da esterno con il coperchio a tenuta stagna e perfettamente impermeabile.
Gli interruttori che eventualmente volete montare all’esterno sono del tipo impermeabile già visto.
Le giunzioni tra cassetta, o interruttori, e canaline saranno più efficaci e più sicure se userete i giunti detti a vite che si bloccano all’interno della cassetta e accolgono, a pressione, i capi dei tubi flessibili.
Il silicone è indispensabile in questo tipo di realizzazioni per isolare perfettamente tutta la parte del circuito interrata. Vi consigliamo di acquistare le apposite pistole che spingono il silicone, attraverso un beccuccio dosatore. verso il punto in cui deve essere applicato.
REALIZZAZIONE
I possibili circuiti che si possono realizzare per portare corrente all’esterno sono due: a 220 volt e a bassa tensione. La prima di queste due soluzioni è anche quella che richiede maggiori cautele nella realizzazione, proprio per l’alto voltaggio con il quale si opera. Sarà da preferire in questo caso un circuito interrato che copra tutta la distanza tra abitazione e utilizzatore esterno che si vuole raggiungere.
È meglio prima di tutto stendere uno schema sulla carta del circuito che si vuole impiantare, cercando di prevedere in modo esatto il percorso e gli eventuali ostacoli da evitare.
Lo scavo
Le canaline devono essere interrate a una profondità che varia dai 40 ai 50 centimetri per isolarle il più possibile dall’atmosfera. Lo scavo deve avere la larghezza di una ventina di centimetri per permettere di lavorare con un certo agio.
Sul fondo dello scavo, per tutta la sua lunghezza, occorre stendere uno strato di sabbia sul quale si poggiano le canaline in plastica destinate a contenere i cavi elettrici.
Se si prevede l’installazione di una cassetta di distribuzione (indispensabile se occorre diramare il circuito in più direzioni, come nel caso di numerose lampade nel giardino) è necessario realizzare un apposito alloggiamento che ospiti la cassetta. Questo alloggiamento deve essere realizzato in modo da isolare il più possibile la cassetta e da permettere di ragiungerla a lavoro ultimato attraverso un’apertura alla sommità del pozzetto.
Per realizzare il pozzetto occorre scavare una fossetta quadrangolare profonda, come al solito, circa mezzo metro e larga altrettanto. Pavimentate il fondo della fossetta con dei mattoni cementati e fissate su questa base con un tassello la cassetta di derivazione. Collegate alla cassetta le canaline provenienti dagli utilizzatori e dall’impianto generale.
A questo punto sistemate intorno alla cassetta, lasciando un po’ di spazio tra parete e cassetta, dei mattoni, per formare il muretto di protezione del pozzetto. Modellate nei mattoni dei fori di passaggio per le canaline che arrivano alla cassetta, e riempite di sabbia gli anfratti rimasti tra le pareti dello scavo e il muretto di mattoni.
Dopo avere sistemato tutti i collegamenti (curando in maniera particolare le connessioni da realizzare con gli appositi cappucci isolanti) chiudete la cassetta avvitando il coperchio e passando il silicone sul bordo per rendere il tutto a tenuta stagna.
Sistemate sull’apertura del pozzetto così realizzato un coperchio di metallo e rifinite l’esterno ricomponendo il terreno tutto intorno. Se preferite, potete anche nascondere completamente la cassetta, coprendo di terriccio il coperchio metallico.
La posa
Sul fondo dello scavo poggiate le canaline sigillando con il silicone le varie giunzioni. Per proteggere ulteriormente queste canaline potete inserirle all’interno di tubi rigidi più grandi, oppure coprirle con delle tegole o mattoni.
Coprite quindi con uno strato di sabbia (circa 5-8 centimetri) e con il terriccio che avevate rimosso fino a riempire completamente lo scavo.
Le lampade per esterni
Si possono presentare diversi casi, dai più semplici ai più elaborati e complessi. Vediamone alcuni per esemplificare le operazioni necessarie.
Sull’uscio di entrata, se avete la fortuna di abitare in una casa indipendente o in una villetta a schiera ad esempio, possono essere molto suggestive e pratiche delle luci che illuminino la zona antistante la porta. Potete usare, nel caso l’uscio sia preceduto da un porticato, delle lampade decorative in ferro battuto da esterno, del tipo ad applique o pendente con una catenella dal soffitto.
I conduttori vanno stesi prelevandoli da una cassetta di derivazione interna e portati all’esterno con le solite canaline in plastica.
In fase di costruzione del porticato potete prevedere l’installazione della lampada lasciando dei fori incassati dove, poi, sistemare i cavi di alimentazione.
In ogni caso il circuito da utilizzare consta di uno o due punti di accensione.
Nel primo caso l’interruttore va posto all’interno della casa e il collegamento sarà effettuato facendo passare il conduttore in fase all’interruttore e da qui alla lampada. I cavi neutro e di terra vanno direttamente dalla scatola alla lampada.
Nel secondo caso, il circuito prevede due deviatori (uno interno e uno esterno) che vanno collegati tra di loro nel solito modo: fase al primo deviatore; questo collegato con il secondo attraverso due cavi connessi ai rispettivi morsetti esterni; fase dal secondo deviatore alla lampada alla quale giungono dalla scatola di derivazione neutro e terra. Esistono anche lampade in vetro resistente e protette con una maschera di metallo.
Questi modelli, particolarmente robusti, vanno molto bene applicati sulle porte di ingresso oppure montati al soffitto per illuminare balconi o terrazzini coperti.